THE PROCESS OF CONSTANT CHANGE, AT KPJAYI AS WELL

– scorrere giù per la versione in italiano –

“The basic building blocks of the Samkhya universe, the cosmos of our direct experience, are called the three gunas. Guna means a ‘strand’ or a ‘rope’ and it is said, within the Samkhya system, that these three strands braided together generate the process of prakriti, the process of constant change, continual transformation and evolution. …

All three (sattva, rajas, tamas) are constantly in dynamic tension with one another. Their relationship is somewhat like an ongoing game of rock, paper, scissors, because in all that occurs in life, one guna – one of the strands – gets on top, but no one remains on top since none of the gunas are of fixed substance. The gunas, therefore, are a means of describing the process of evolution or change and impermanence.”

Richard Freeman

Nobody can stop the process of evolution, change is the very nature of our existence. Whenever we live in a fixed place we become part of those changes at the very moment they manifest, hence very often we have not a full percetion of the transformation while it’s happening.

Therefore, there is nothing better than to come back to a different place year after year to get an immediate evidence of how things are changing… and India is pretty fast in that!

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Only 11 months from last time I was in Mysore and so many changes already, and again… Some smaller, some bigger. New shops, new people, new houses, new prices, new restaurants all around the place. And the K. Pattabhi Jois Ashtanga Yoga Institute (KPJAYI) is not an exception within this flow of happenings.

So, if you have already a plane ticket or you’re planning to come over, please note there is kind of a new code of conduct in the main shala which you might want to be aware of:

  • women can’t wear shorts any longer;
  • only sport bras as a top for women are no longer allowed;
  • any yoga mat (this is also true for cotton mats) which does have a Om, a Shiva symbol (the trident, the 3 lines, etc…) as well as other sacred symbols are not admitted;
  • during last Sunday conference, Sharath announced that students who comes without a cotton mat won’t be allowed to practice and will be sent back home;
  • every student must have a towel during the practice and clearly display the student card;
  • at the end of the practice, no more long ‘shavasanas’ (or ‘sukhasanas’ as Sharath points it out) in the changing rooms. One minute or 2 and than, make sure you take your rest at home!

17-01-07-queue-3am-mysore-lead-ashtanga-classOn the technological side, hurrahh!! Starting this year you can pay your fees with credit cards, both for one month or more!! But be careful, for some reason the chanting fees need to be cash. And if you pay with credit card, it’s better to have the copy of the passport and the copy of the visa on 2 different pieces of paper to make sure they are accepted.

An finally, the most astonishing of them all and which makes me rather happy, there is a nice tidy queue to enter the shala (which now has got shaders at the windows, to talk of the minors changes ^_^) on led classes’ days! The days of rushing and pushing are over 🙂

 


 

IL PROCESSO DEL CAMBIAMENTO COSTANTE, ANCHE AL KPJAYI

 

“Gli elementi costitutivi di base dell’universo, i cosmi della nostra esperienza diretta, secondo la filosofia Samkhya sono chiamati i 3 guna. Guna significa ‘corda’ o ‘fune’ e si dice, all’interno del sistema Samkhya, che queste 3 corde intrecciate insieme generano il processo di prakriti, il processo del cambiamento costante, della continua trasformazione ed evoluzione. …

Tutte e tre (sattva, rajas, tamas) sono costantemente in una tensione dinamica l’uno con l’altro. La loro relazione è in qualche modo simile ad un gioco in corso della morra cinese, perché in tutto ciò che avviene nella vita, un guna – quindi una delle 3 corde – viene in superficie, ma nessuno dei 3 vi resta a lungo dal momento che nessuno dei guna è formato di materia/sostanza fissa. I guna, pertanto, sono un mezzo per descrivere il processo dell’evoluzione o cambiamento e dell’impermanenza.”

Richard Freeman

 

Nessuno può interrompere il processo di evoluzione, il cambiamento è la vera natura della nostra esistenza. Quando viviamo sempre nello stesso posto diventiamo parte di quei cambiamenti nel momento stesso in cui essi si manifestano, quindi molto spesso ci succede di non avere una piena percezione della trasformazione nel momento in cui essa sta avvenendo.

Pertanto, non c’è nulla di meglio che tornare costantemente in un altro luogo anno dopo anno per ottenere un’evidenza immediata di come le cose cambino… e l’India è decisamente veloce in questo!

Sono passati solo 11 mesi dall’ultima volta che sono stata a Mysore e già ho trovato tanti cambiamenti, di nuovo… Alcuni piccoli, alcuni più grandi. Nuovi negozi, nuove persone, nuove case, nuovi prezzi, nuovi ristoranti tutt’intorno. E in questo flusso di cambiamento, il K. Pattabhi Jois Ashtanga Yoga Institute (KPJAYI) non fa eccezione.

Quindi, se hai già un biglietto aereo o stai programmando di venire a praticare qui, nota che nella ‘main shala’ c’è una sorta di nuovo ‘codice di condotta’ che è meglio conoscere a priori:

  • per le donne non sono più ammessi i pantaloncini per la pratica;
  • e sempre per le donne, non sono più ammessi neanche i reggiseni sportivi da soli come top;
  • i tappetini di yoga (inclusi quelli in cotone) che riportano il simbolo OM o altri simboli Shivaisti (il tridente, le 3 linee, ecc…) così come altri simboli sacri non sono ammessi;
  • durante la conferenza di domenica scorsa, Sharath ha annunciato che agli studenti che arrivano senza il tappetino di cotone o microfibra non sarà permesso praticare;
  • ogni studente deve avere con sè un asciugamano durante la pratica e deve mostrare in modo visibile la sua tessera di iscrizione;
  • infine, al termine della pratica, non più lunghi shavasana (o ‘sukhasana’ come puntualizza Sharath) negli spogliatoi. Un minuto o 2, e poi si riposa a casa!

Dal punto di vista della tecnologia, invece, ottima notizia! Da quest’anno è possibile pagare la quota di iscrizione con la carta di credito, sia per un mese che di più. Ma attento, per qualche motivo la quota relativa al chanting va pagata a parte e deve essere in contanti. E se paghi con carta di credito, assicurati di avere con te la copia del passaporto e del visto su 2 fogli separati per essere sicuro che verranno accettati.

Ed, infine, il cambiamento più bello, quello per me più sorprendente e anche quello che mi rende più felice, è la bella coda ordinata che si crea davanti alla shala (che ora ha delle veneziane alle finestre giusto per elencare un cambiamento minimo ;-)) in occasione di ogni classe guidata. I giorni degli spintoni e delle corse sono finite 🙂

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