WHAT’S THE BEST TIME FOR YOUR YOGA PRACTICE?

– Scorrere giù per la versione in italiano –

“It is important to establish a regular, fixed time for meditation, so that your mind and body becomes accustomed to it. Once you have established a time and place, be consistent. (…)

In India, the yogis say that the most auspicious and peaceful time to meditate in the morning is between the early hours of 4 am and 6 am. This auspicious time is called brahmamuhurta. At this time there is a quality of peacefulness and goodness (sattva) predominant in the mind of the meditator and in the atmosphere. It is a time when most wordly people are asleep, so there are no distractions. There is a stillness in the atmosphere at this time that makes it particularly favourable for meditation. It is also at this time and at dusk that the energy in the sushumna nadi flows readily. You will know when the sushumna nadi is flowing, because the breath will be flowing equally through both nostrils.”

– The Yoga Book

KPJAYI-Sharath-Jois-Mysore-India-ashtanga-Yoga-Italia-milano-Rosa-Tagliafierro

This morning, KPJAYI in Mysore at 3.30h am

At 3.30h am it was pitch dark. The shala road was very quite. Only a yoga student walking in the distance ahead of me. Even the dogs who are always running up and down the street were sleeping on the roadside. The atmosphere was almost surreal. It has been 3 years since I breathed that magic walking down 8th cross in the middle of the night.

Once I was approaching the KPJ Ashtanga Yoga Institute, I saw a lots of students already queuing at the gate. The class was supposed to start at 4.15h am. I knew I should be there by 3.30h to make sure to get a spot in the shala instead of the change room or waiting little hall. Nonetheless, I wasn’t expecting sooooo many people to be already there… On my last trip, I used to be one of the first ones at the same time!

Nonetheless, silence was tangible. Everybody was sitting, somebody meditating (or sleeping?), somebody listening to the music on its phone, somebody reading, most students just waiting quietly. No cars were disturbing the atmosphere, only the scooters of a few ‘late comers’ and the police patrolling. Nobody talking, nobody moving loudly.

Once on the mat, and if spite of the 1 inch of space all around, I still felt like in a cocoon, detached from all that was happening around me, highly focused,  just breathing in the fascination of the moment. Enjoying my ashtanga practice breath by breath, movement by movement up to the end.

And than, getting out of the shala before dawn, I didn’t feel like talking to anybody, wanting that moment of silence inside and outside last forever. I quickly went to have a coconut and than time to walk  s l o w l y  back home, tired but full of joy.

So, in my personal experience, and on average, early morning is definitely the moment when the ashtanga practice is phisically more challenging though most rewarding from a meditative standpoint. It is easier to withdraw, to make it a moving meditation. On the other side, later during the day the body is more responsive to movements, muscles are warmer and joints more lubricated, hence it can be easier from a phisycal standpoint though the mind is a lot busier. So, try to have your practice as first thing in the morning if you can.

Nonetheless, if you are on a busy schedule, remember that the best time for your practice is the one that you can create for it!

PS: Are ashtanga students in Mysore becoming more diligent? more dedicated to the practice? Well, at my 2nd led class, I believe I got the point: there is an overbooking of the available spots in the shala, more than in the past, so people get queuing earlier and earlier to have a chance of grabbing a spot to place their mat 😉

 
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QUAL E’ IL MOMENTO MIGLIORE DELLA GIORNATA PER FARE LA TUA PRATICA DI YOGA?

 

“E’ importante stabilire un orario fisso, regolare per la meditazione, così che la tua mente ed il tuo corpo possano abituarsi. Una volta stabilito l’orario ed il posto, sii coerente. (…)

In India, gli yogi dicono che il momento di maggiore auspicio e di pace per meditare la mattina è tra le 4h e le 6h. Quest’orario di buon auspicio è chiamato brahmamuhurta. A quell’ora c’è una qualità di tranquillità e di bontà (sattva) che predomina nella mente del meditante così come nell’atmosfera. E’ un momento della giornata in cui la maggior parte delle persone del mondo sono addormentate, pertanto non ci sono distrazioni. C’è una quiete nell’aria a quell’ora che la rende particolarmente adatta alla meditazione. In aggiunta, a quell’ora e all’imbrunire l’energia nella sushumna nadi scorre facilmente. Saprai quando questo sta avvenendo, perchè il respiro fluisce allo stesso modo in entrambe le narici.”

– The Yoga Book

Alle 3.30h stamattina era buio pesto. La strada della shala era calma. Solo uno studente di yoga che camminava davanti a me ad una certa distanza. Anche i cani che di solito corrono su e giù per la strada stavano dormendo ai lati. L’atmosfera era quasi surreale. Erano 3 anni che non camminavo per la 8th cross nel bel mezzo della notte.

Mentre mi avvicinavo al KPJ Ashtanga Yoga Institute, ho visto che c’erano già un sacco di studenti in coda davanti al cancello. La classe era alle 4.15h am. Sapevo di dover arrivare in anticipo, intorno alle 3.30h, per assicurarmi un posto all’interno della shala invece dello spogliatoio o della saletta d’attesa. Ciononostante, non mi aspettavo così tante persone già lì… Nell’ultimo mio viaggio studio a Mysore al KPJAYI, a quell’ora ero solita essere tra i primi ad arrivare!

Nonostante tutto, il silenzio era tangibile. Ognuno era seduto, qualcuno meditava (o dormiva?), qualcuno ascoltava musica con il suo iPhone, qualcuno leggeva, molti studenti semplicemente erano lì tranquilli ad aspettare. Non c’erano auto a disturbare l’atmosfera, solo gli scooter di qualche ‘ritardatario’ e la polizia a fare il suo giro di ronda. Nessuno che parlava, nessuno che si muoveva rumorosamente.

Una volta sul tappetino, e nonostante i 3 centimetri di spazio tutt’intorno, mi sono sentita ancora avvolta come in un bozzolo, distaccata da tutto ciò che stava avvenendo intorno a me, molto concentrata, semplicemente inspirando il fascino di quel momento. Godendomi ogni respiro, ogni movimento della mia pratica di ashtanga fino alla fine.

E poi, uscendo dalla shala prima dell’alba, non mi sono sentita di parlare con nessuno, desiderando che quel momento di silenzio interno ed esterno continuasse per sempre. Velocemente sono andata a prendermi una noce di cocco e poi   l e n t a m e n t e   me ne sono tornata a casa, stanca ma piena di gioia.

Nella mia esperienza personale, e parlando in termini medi, la mattina presto è decisamente il momento in cui la pratica di ashtanga è più faticosa da un punto di vista fisico (almeno all’inizio) ma anche quello che premia di più da un punto di vista di attenzione e meditazione. E’ più facile riportare i sensi all’interno, rendendo così la pratica una meditazione in movimento. D’altro canto, più tardi nel corso della giornata, il corpo risponde meglio ai movimenti, i muscoli sono più caldi, le articolazioni maggiormente lubrificate, pertanto può essere più facile da un punto di vista fisico ma la mente è maggiormente occupata da pensieri. Pertanto, cerca sempre di fare la tua pratica come prima cosa alla mattina se puoi.

Ma, se la tua agenda è stra-impegnata, ricorda sempre che il momento migliore per la tua pratica è quello che riesci a creare per poterla fare!

PS: Sono gli studenti di ashtanga ora presenti a Mysore più diligenti di quelli che c’erano 3 anni fa? sono loro maggiormente dedicati alla pratica? Alla mia seconda classe guidata con Sharath l’idea che mi sono fatta è questa: c’è un overbooking dei posti disponibili in shala, di più che in passato, pertanto la gente comincia a far la coda sempre più presto per essere certi di accaparrarsi un posto dove piazzare il loro tappetino 😉

 

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