WHO IS A TRUE YOGI?

– Scorrere giù per la versione in italiano –

It is the man who performs his duties without dependence on the fruits of his own actions that deserves to be called a Sannyasin (renouncer) and a Yogi, not the one who has given up fire rituals* and all actions.

Bhagavad Gita 6.1

KPJAYI-shala-road-in-Mysore-India

KPJAYI shala road

Today was my 3rd day in Mysore on this trip (yep, in the end I could get in to practice at KPJAYI with Sharath Jois for December and January :-D) and I’m sooooo glad I joined the ongoing Bhagavad Gita course with Arvind, which happened to be 1h20′ on just one verse, the one above!

Sometimes we do not even start doing the actions we are ought to do because the fear of failing prevails. Some other times, doing the ‘wrong’ actions is just the easiest and quickest way. But Lord Krishna here reminds Arjuna (and us!) to just do our best and leave the results to Ishvara (the Divine). And this because the result is already engrained in the action we undertake.

Perfect reminder. At the perfect time. Setting the base for the future weeks ahead!

I came back to my room, home here in Mysore, and I still feel in another world after class. And in the meanwhile, my sankalpa (i.e. resolve) for this 4th trip in Mysore came up by itself:

I accept whatever comes.

 

*Fire rituals are duties of householders in the Indian tradition, while sannyasins are absolved from those practices.

 

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CHI E’ UNO YOGI PER DAVVERO?

 

E’ colui che performa i propri doveri senza dipendere dai frutti delle sue azioni che merita di essere chiamato Sannyasin (rinuciatario) e Yogi, non colui che ha rinunciato ai rituali del fuoco* e a tutte le sue azioni.

Bhagavad Gita 6.1

 

Terzo giorno a Mysore in questo viaggio (ebbene si, alla fine sono riuscita ad essere ammessa al KPJAYI a studiare con Sharath Jois per i mesi di dicembre e gennaio :-D) e sono felicissima di essermi aggiunta subito al corso sulla Bhagavad Gita tenuto da Arvind… 1h20′ solo su un verso, quello di cui sopra!!

A volte non diamo neanche inizio ad un’azione che sappiamo essere un nostro dovere a causa della paura di fallire nell’impresa. Altre volte, invece, facciamo l’azione sbagliata solo perchè è la più veloce e immediata. Ma qui Lord Krishna ricorda ad Arjuna (e a noi!) di fare sempre del nostro meglio e lasciare i risultati a Ishvara (il Divino, l’Universo, chiamatelo come volete ;-)). E questo perchè il risultato fa già parte della stessa azione che intraprendiamo.

Che dire… perfetto promemoria. Al momento giusto. Ponendo le giusta fondamenta per le settimane a venire.

Ora son tornata nella mia stanza, a casa qui a Mysore, e mi sento ancora in un altro mondo. E nel frattempo, il mio sankalpa (ovvero la ferma determinazione) per questo quarto viaggio a Mysore, si è formato senza sforzo:

Accetto qualunque cosa venga.

 

I rituali del fuoco sono un compito dei padri di famiglia nella tradizione indiana, mentre i sannyasins ne sono dispensati.

 

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