WHY WE END THE PRACTICE CHANTING OM SHANTI SHANTI SHANTI?

– Scorrere giù per la versione in italiano –

om-shanti-ashtanga-yoga-italia-Milano-Rosa-TagliafierroHave you ever wondered why you end the practice chanting Om Shanti Shanti Shanti?

Though the Ashtanga yoga closing mantra (read the why and what of it here) is not included in the traditional Veda sakhas (branches), it definitely expresses the universal spirit found in them and as such ends in Om Shanti Shanti Shanti as the traditional Shanti mantras do. Hence, let’s first understand what the latter are about.

The Shanti mantras (yes, they are more than one!) are found in the Vedas at the beginning and at the end of specific rituals and talks. The aims of the Shanti mantras are mainly 2:

  1. to calm the mind of those who chant them and the environment around;
  2. to overcome the obstacles that could arise when undertaking a new action, plan or project.

What does Shanti mean?

The Sanskrit word shanti mean peace, calmness, rest… a word so powerful in itself, as its own sound and vibration can induce that state of blissfulness and tranquillity which describes.

And why we chant it 3 times?

According to the yogic tradition, all obstacles and miseries in life are born of 3 different realms:

  1. the physical one: adhi-bhautika
  2. the divine one: adhi-daivika
  3. the inner one: adhyaatmika

The first kind of miseries (adhi-bhautika) are induced on us by other living beings, such as wild animals or other humans.

The second kind of miseries (adhi-daivika) have their origins in extra-sensorial worlds and induced by deities and demi-gods.

The third kind of miseries (adhyaatmika) are born by our own body and mind, as deseases, laziness, absence of awareness and so on.

So, whenever we chant Shanti Shanti Shanti, we are addressing all of the 3 realms, asking for peace in each one of them. Peace in nature, peace in divine forces, peace within oneself.

A good reason to keep chanting it, isn’t it? 🙂

 

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PERCHE’ CHIUDIAMO LA PRATICA CANTANDO OM SHANTI SHANTI SHANTI?

 

Ti sei mai chiesto perchè chiudi la nostra pratica cantando Om Shanti Shanti Shanti?

Sebbene il mantra di chiusura dell’Ashtanga yoga ( leggi qui il perchè dello stesso) non sia incluso nei sakha (rami) tradizionali dei Veda, esprime totalmente lo spirito che si trova in essi e termina con Om Shanti Shanti Shanti allo stesso modo degli Shanti mantra tradizionali. Pertanto, capiamo innanzitutto cosa sono quest’ultimi 😉

Gli Shanti mantra (eh si, sono più di uno!!) si trovano nei Veda all’inizio e alla fine di specifici rituali e discorsi. Gli scopi degli Shanti mantra sono essenzialmente 2:

  1. calmare la mente di coloro che li cantano e dell’ambiente circostante;
  2. superare gli ostacoli che possono sorgere quando intraprendiamo una nuova azione, un piano o un progetto.

Cosa significa Shanti?

La parola sanscrita Shanti significa pace, calma, quiete… una parola molto potente in sè, dal momento che il suo stesso suono e vibrazione possono indurre quello stato di beatitudine e tranquillità che descrive.

E perchè lo cantiamo 3 volte?

Secondo la tradizione yogica, tutti gli ostacoli e le difficoltà che incontriamo nella nostra vita nascono in 3 diversi reami:

  1. quello fisico: adhi-bhautika
  2. quello divino: adhi-daivika
  3. quello interiore: adhyaatmika

Il primo genere di difficoltà (adhi-bhautika) sono generate da altri esseri viventi, quali gli animali selvaggi o altri esseri umani.

Il secondo genere di difficoltà (adhi-daivika) ha le sue origini nei mondi extra-sensoriali e sono indotte dalle divinità e semi-dei.

Il terzo genere di difficoltà (adhyaatmika) nascono dal nostro proprio corpo e dalla nostra propria mente, quali le malattie, la pigrizia, l’assenza di consapevolezza, ecc…

Pertanto, quando cantiamo Shanti Shanti Shanti, stiamo indirizzando tutti e 3 i reami, chiedendo la pace per ciascuno di essi. Pace nella natura, pace nelle forze divine, pace in noi stessi.

Una buona ragione per continuare a cantarlo, vero? 🙂

 

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