WHEN DO YOU KNOW YOU ARE DOING YOGA? A VIEW BY DAVID SWENSON

david-shelley

– scorrere giù per la versione in italiano –

Ashtanga yoga intensive with David Swenson and Shelley Washington in Milano has started on Friday and I couldn’t miss the chance! 🙂 So, though a bit in a hurry, here a little from yesterday afternoon session.

Amongst the different topics, the discussion brought David to ask us: ‘when do you know you are practicing yoga?’. After a few answers from the students there, here a summary of his talk about the topic:

“Practicing yoga has nothing to do with how flexible you are. It is not that the more you are flexible, the more you are spiritual. Only the practitioner knows if he is truly doing yoga when on the mat. In some way, the greatest yoga is what you can’t see, though we are very attracted towards what we can see.

If somebody asks you ‘how was your practice?’ most likely answers will be: ‘oh, it was awesome / terrible BECAUSE’…. and than a list of items such as balance in this posture, touching the toes, grabbing the wrists in that other posture are brought forward. This has nothing to do with yoga. That doesn’t mean we’re supposed to ignore our body, though it has to be used as a tool, it’s not the end in itself. Yoga is about breath and mind control… Yogashchitta vritti nirodhah (Patanjali 1.2)… yoga is the mastery of the fluctuations of the mind… that is yoga.

In our life, we can’t control many things, such as economy or the weather. According to Samkhya philosophy, 3 different kind of miseries exists:

1/ adhibhotic: created by the elements;

2/ adhidaevic: created by supernatural causes (earthquakes, climate, …);

3/ adhyatmic: created by the self.

The only control we can have is on adhyatmic causes. How do we react to problems in our life, to those miseries? that is yoga!

The mat is a little sample of our life: the way we react to issues on the mat is the same we react to issues in our life. It’s ok to challenge ourselves with yoga poses, but keep in mind that when you attain to be successful in one yoga posture, there will be another one you won’t to be able to do. So, the point of yoga is to get a posture you are unable to do 🙂 And one day, if you practice for a quite long time, you will start asking yourself why you are doing all this. Before that, it’s only fun.

We all have asanas we like and asanas we don’t like. Ask yourself: ‘why I don’t like it?’. Is it just because you don’t like it or because it brings up certain emotions?

Often we can’t change circumstamces, nonetheless, you can always change our attitude towards those circumstance!”

 

QUANDO SAI CHE STAI FACENDO YOGA? IL PUNTO DI VISTA DI DAVID SWENSON

 

Il seminario di 8 giorni di Ashtanga Yoga con David Swenson e Shelley Washington a Milano è cominciato venerdì e non ho potuto resistere! 🙂 Eccomi allora un po’ di corsa ma mi piacerebbe comunque condividere un estratto della sessione di ieri pomeriggio.

Tra i vari argomenti, la discussione ha portato David a chiederci: ‘quando sai che stai praticando yoga?’. Dopo alcune risposte dagli studenti presenti, qui una sintesi del suo discorso al riguardo:

“La pratica dello yoga non ha nulla a che vedere con quanto sei flessibile. Non è che più sei flessibile, più sei spirituale. Solo il praticante sa quand’è sul tappetino se sta facendo veramente yoga o meno. In qualche modo, lo yoga più grande è quello che non possiamo vedere, sebbene noi siamo molto attirati da ciò che invece possiamo vedere.

Se qualcuno vi chiede ‘com’è andata la pratica?’, molto probabilmente le risposte saranno: ‘oh, è stata fantastica / terribile PERCHE’… e poi una lista di motivi come l’equilibrio in questa postura, il toccarsi le dita dei piedi, afferrare i polsi in quell’altra postura vengono aggiunti. Questo non ha nulla a che vedere con lo yoga. Questo non significa che dobbiamo ignorare il nostro corpo, ma dobbiamo utilizzarlo come uno strumento, non come il fine in sè. Lo yoga ha a che fare con il respiro ed il controllo della mente… Yogashchitta vritti nirodhah (Patanjali 1.2)… Yoga è il controllo delle fluttuazioni della mente. Questo è yoga.

Nella nostra vita, ci sono molte cose che non possiamo controllare, come l’economia o il tempo. Nella filosofia Samkhya, vengono classificate 3 tipologie di miserie:

1/ adhibhotic: create dagli elementi;

2/ adhidaevic: create da cause soprannaturali (terremoti, condizioni climatiche, …);

3/ adhyatmic: create da noi stessi.

L’unico controllo che possiamo avere è quello sulle cause adhyatmic. Come reagiamo ai problemi che si presentano nella nostra vita, a quelle miserie? Questo è yoga!

Il materassino rappresenta un piccolo campione della nostra vita: il modo in cui reagiamo a degli ostacoli sul tappetino o lo stesso con cui reagiamo agli ostacoli nella nostra vita. Va bene sfidarsi con alcune posture yoga, ma tenete in mente che quando riuscirete a fare una postura, ce ne sarà sempre un’altra che non sarete in grado di fare. Pertanto, lo scopo dello yoga è quello di ottenere delle posture che non siete in grado di fare 🙂 Ed un giorno, se praticherete per un periodo di tempo piuttosto lungo, comincerete a chiedervi perchè lo fate. Prima di quel momento, è solo divertimento.

Noi tutti abbiamo degli asana che preferiamo e degli asana che ci piacciono di meno. Chiediti: ‘Perchè non mi piace?’. E’ solo che non ti piace o è perchè ti fa sorgere delle emozioni o altro?

Spesso non possiamo cambiare le circostanze, ma possiamo sempre cambiare la nostra attitudine verso quelle circostanze!”

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4 Responses to WHEN DO YOU KNOW YOU ARE DOING YOGA? A VIEW BY DAVID SWENSON

  1. Pingback: THANK YOU! 2014 IN REVIEW AND… HAPPY 2015! | Ashtanga Yoga Italia

  2. Pingback: TAKEAWAYS… FROM ASHTANGA YOGA WORKSHOP WITH DAVID SWENSON | Ashtanga Yoga Italia

  3. Pingback: Yoga for a Hand Injury | Revolutionary Habit

  4. Pingback: Timely enough: David Swenson on how you know you’re doing yoga | The Confluence Countdown

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