THE SUPREME YOGA? YOGA VASHISTHA

– scorrere giù per la versione in italiano –

yoga-vashistha-ashtanga-yoga-italia-milanoA bit over than 1 year ago, on my 5th travel to India, 1st time in Rishikesh.

I still remember that hot afternoon when, unable to even go for a walk because of the harsh sun (average temperature was more than 40°C!), I found rescue in the small bookshop just opposite the Gita Bhavan Ashram, in Swargashram. I had time to spend, so I start going through the stacks of books crowding the place, not really looking for something.

At a certain point, my attention was caught by a book titled ‘The Supreme Yoga. Yoga Vashistha”, and I didn’t really know why. It might have been the thick writing a bit difficult to understand or the short promise on the inside cover that says: ‘This monumental scripture is the greatest help to the spiritual awakening and the direct experience of the Truth. This is certain.’

Sage-Vashistha-ashtanga-yoga-italia-milanoI’ve been reading that book now for over 3 months, I’ve just got to 1/3 of it, and I feel blessed every time I open it and have access to its condensed and essential teachings. It relates the conversation between the sage Vashistha and the young prince Rama, when Rama was in a dejected state, returning to his duties after 12 years spent with his preceptor. It all starts from the question if work or renunciation is more conducive to liberation but then it expands on all aspects of life and inconvenient questions, from creation to creator, from desires to attachments and identification.

I’ve grown to learn that this text is one of the oldest of the vedic tradition (Vashistha is already mentioned in RigVeda which is commonly accepted as being written around 1500-1200 BCE) and considered of such an importance that the only meditation on its teachings can lead to enlightment (moksha).

Hence, if you’re looking for something new to read, I’d definitely say it is worth it :-). An example? Here the one page I read just before going to bed last night:

 

Vashistha continued:

Oh Rama, he sees the truth who… knows that the body is not the self.

He sees the truth who sees that in this body pleasure and pain are experienced on account of the passage of time and the circumstances in which one is placed, and that they do not pertain to him.

He sees the truth who sees that he is the omnipresent infinite consciousness which encompasses within itself all that takes place everywhere at all times.

He sees the truth who knows that the self , which is as subtle as the millionth part of the tip of a hair divided a million times, pervades everything.

He sees the truth who sees that there is no division at all between the self and the other, and that the one infinite light of consciousness exists as the sole reality.

He sees the truth who sees that the non-dual consciousness which indwells all beings is omnipotent and omnipresent.

He sees the truth who is not deluded into thinking that he is the body which is subject to illness, fear, agitation, old age and death.

He sees the truth who sees that all things are strung in the self as beads are strung on a thread, and who knows ‘I am not the mind’.

He sees the truth who sees that this is Brahman, neither ‘I’ nor ‘the other’.

He sees the truth who sees all beings in the 3 worlds as his own family, deserving of his sympathy and protection.

He sees the truth who knows that the self alone exists and that there is no substance in objectivity.

He is unaffected who knows that pleasure, pain, birth, death, etc… are all the self only.

He is firmly established in the truth who feels ‘What should I acquire, what should I renounce, when all this is the one self?’

 

Book details: “The supreme Yoga. Yoga Vashistha” by Swami Venkatesananda. Motilal Banarsidass Publishers.

Do you have a favorite book to which you turn too daily or as often as you can? Share it with us! Leave a comment.

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LO YOGA SUPREMO? YOGA VASHISTHA

Poco più di 1 anno fa, il mio 5° viaggio in India, la prima volta a Rishikesh.

Ricordo ancora quel pomeriggio di caldo afoso quando, impossibilitata anche solo a fare una passeggiata per il sole cocente (c’erano più di 40°C!), decisi di trovare rifugio nella piccola libreria di fronte all’ashram Gita Bhavan, in Swargashram. Avevo tempo da perdere, così cominciai a rovistare tra le pile di libri accatastate nel piccolo spazio, in realtà senza cercare nulla in particolare.

Ad un certo punto la mia attenzione fu attirata da un libro intitolato ‘Il supremo Yoga. Yoga Vashistha’ e non so bene perchè. Forse per i suoi caratteri piccoli e concitati, un po’ difficili da capire, oppure per la breve premessa sulla copertina interna che recitava: ‘Questa scrittura di enorme importanza è il più grande aiuto al risveglio spirituale e la diretta esperienza della Verità. Questo è certo.’

Ora sono 3 mesi che sto leggendo questo libro, sono arrivata a circa 1/3 dello stesso e mi sento benedetta ogni volta che lo apro ed ho accesso ai suoi insegnamenti condensati ed essenziali. Racconta la conversazione tra il saggio Vashistha e il giovane principe Rama, quando Rama entra in uno stato di depressione ritornando ai suoi doveri dopo aver passato 12 anni con il suo precettore. Tutto ha inizio dalla domanda se è il lavoro (l’azione) o la rinuncia a favorire maggiormente la liberazione ma poi va a toccare tutti gli aspetti della vita e le domande scomode, dalla creazione al creatore, dai desideri all’attaccamento all’identificazione.

Nel frattempo ho appreso che questo testo è uno dei più antichi della tradizione vedica (Vashishta era già citato nel RigVeda, comunemente accettato come risalente al 1500-1200 AC) e considerato di grande importanza in quanto si dice che la sola meditazione sui suoi insegnamenti può condurre all’illuminazione (moksha).

Quindi, se state cercando qualcosa da leggere, direi che sicuramente ne vale la pena 🙂 Un esempio? Questa la pagina che ho letto ieri sera giusto prima di addormentarmi:

 

Vashishtha continuò:

Oh Rama, vede la verità colui che… realizza che il corpo non è il sè.

Vede la verità colui che vede che in questo corpo piacere e dolore sono esperite per il passaggio del tempo e delle circostanze nelle quali è collocato, e che essi non lo riguardano.

Vede la verità colui che vede che egli è consapevolezza infinita e onnipresente, la quale contiene in sè stessa tutto ciò che accade in ogni luogo in ogni momento.

Vede la verità colui che realizza che il sè, il quale è tanto sottile quanto una milionesima parte della punta di un capello divisa in un milione di parti, pervade ogni cosa.

Vede la verità colui che vede che non c’è nessuna divisione tra il sè e l’altro, e che la sola infinita luce della consapevolezza esiste come unica realtà.

Vede la verità colui che vede che la consapevolezza non-duale, la quale è presente permanentemente in tutti gli esseri, è onnipotente e onnipresente.

Vede la verità colui che non si inganna nel pensare che egli è il corpo, il quale è soggetto a malattie, paure, agitazione, vecchiaia e morte.

Vede la verità colui che vede che tutte le cose sono infilate nel sè come le perline sono infilate su un filo, e che realizza ‘Io non sono la mia mente’.

Vede la verità colui che vede che questo è Brahman, non ‘Io’ nè ‘l’altro’.

Vede la verità colui che vede tutti gli esseri dei 3 mondi come la sua propria famiglia, meritevoli della sua simpatia e protezione.

Vede la verità colui che realizza che il solo sè esiste e che non c’è sostanza nell’oggettività.

Non è influenzato colui che realizza che il piacere, il dolore, la nascita, la morte, ecc… sono tutti parte del sè.

E’ fermamente stabile nella verità colui che sente ‘Cosa dovrei acquisire, a cosa dovrei rinunciare, quando tutto questo non è altro che il sè?’

 

Dettagli del libro: “The supreme Yoga. Yoga Vashistha” di Swami Venkatesananda. Motilal Banarsidass Publishers. (In inglese).

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